Recentemente è stato presentato a Bologna il Piano d’Azione Regionale per gli anziani, un evento nel quale è stato evidenziato come la popolazione anziana residente nelle nostre province sia in costante aumento, e che ha nuovamente puntato i riflettori sull’importanza dei pensionati come una risorsa cruciale per la tenuta della nostra società.
Di queste tematiche abbiamo parlato con Maurizio Davolio, della presidenza di Auser Modena, volontario di un’associazione che da vent’anni si batte per la valorizzazione del ruolo attivo degli anziani, che si spende con i suoi trenta coordinamenti territoriali e gli oltre mille volontari attivi in tutta la provincia per comprendere e rispondere ai bisogni di chi non è più giovane.
Auser si impegna da vent’anni per veicolare un’immagine attiva dell’anziano, che deve essere riconosciuto non come un peso ma come una risorsa per la nostra società. Quali sono le linee d’azione messe in campo dalla vostra associazione in questo senso?
La nostra mission si sviluppa su due punti focali: da un lato rivendichiamo i diritti degli anziani e più in generale delle categorie sociali più deboli, cercando una via per garantire loro reali opportunità di partecipazione alla vita collettiva, mentre dall’altro ci concentriamo sull’analisi dei loro bisogni, che variano da contesto a contesto, da caso a caso, e in base a quelli cerchiamo di dare risposte adeguate e concrete. In altre parole da un lato siamo consapevoli dell’importanza di continuare un’opera di sensibilizzazione rispetto al tema dei diritti, ma dall’altra crediamo sia necessario spenderci per cercare concretamente risposte alle richieste d’aiuto. Ad esempio è una nostra priorità quella di combattere perché sia riconosciuto e tutelato il diritto alla mobilità di anziani e disabili, ma parallelamente a questo offriamo servizi di trasporto sociale che in molti casi sono l’unica possibilità di mettere in atto un diritto di chiunque ma effettivamente fruibile da pochi. In generale ciò che ci guida è un atteggiamento solidale, l’idea che ognuno di noi è chiamato a sentirsi responsabile della comunità in cui vive e a dare il proprio contributo per la sua tenuta, un concetto che cerchiamo di veicolare all’intera comunità.
In quest’ottica chi sono i destinatari del vostro impegno e della vostra attività di volontariato?
Posto che nel nostro agire il fine ultimo è il benessere della comunità tutta, destinatari del nostro impegno sono a buon titolo non solo gli anziani, ma anche i disabili e in generale tutti coloro che si trovano in situazioni di difficoltà e che lamentano bisogni a cui possiamo concretamente rispondere con le nostre risorse. Naturalmente sarebbe assurdo pensare di intervenire ovunque, ed è per questo che per analizzare i bisogni più urgenti ci affidiamo ai servizi sociali, mentre quando i nostri mezzi e le nostre risorse ce lo permettono, il nostro aiuto va ben oltre. Non c’è una strategia di intervento unica: a seconda del contesto ogni coordinamento territoriale valuta le richieste e agisce di conseguenza.
Nello specifico, per quali attività transita l’immagine positiva dell’anziano proposta da Auser a Modena?
Premetto che al fine di rispondere alla complessità di bisogni riscontrati e alla varietà degli interventi messi in campo Auser Modena ha un doppio profilo giuridico, come Organizzazione di Volontariato e come Associazione di Promozione Sociale, una distinzione importante, che tuttavia spesso si perde nella quotidianità del nostro impegno.
In primo luogo ci occupiamo di attività rivolte alla persona, come ad esempio il trasporto sociale, gli accompagnamenti e la promozione di iniziative volte a combattere isolamento ed esclusione sociale. In secondo luogo mettiamo in campo attività rivolte all’intera cittadinanza: ad esempio forniamo servizi di sorveglianza all’entrata e all’uscita dalle scuole, svolgiamo piccoli lavori di manutenzione delle aree verdi e siamo presenti presso alcune aree ecologiche anche con i nostri mercatini del recupero. In terzo luogo – sul fronte della promozione sociale – gestiamo alcuni centri aggregativi, collaboriamo con associazioni come l’Università della Terza Età Natalia Ginzburg di Vignola (nostra affiliata) e promuoviamo la partecipazione degli anziani a iniziative di turismo sociale, alcune delle quali sono rivolte ai nostri soci, altre invece sono dirette a tutti. Al di là delle gite e dei viaggi organizzati dai circoli infatti, gli anziani possono trovare da noi un appoggio logistico nella pianificazione di un viaggio o di una vacanza.
Concentriamo l’attenzione sul panorama provinciale: dal punto di vista di Auser il contesto modenese si dimostra attento ai bisogni degli anziani?
Se partiamo dal presupposto che uno dei maggiori fattori di rischio per il benessere delle persone anziane consiste nella solitudine, possiamo affermare senza dubbio che nel nostro territorio questo pericolo si fronteggia ogni giorno grazie all’intervento di amministrazioni locali attente e ad una rete di associazioni di settore molto attive che lavorano insieme per uno scopo comune: è il caso delle collaborazioni attive ad esempio con Anteas, Parkinson Modena, GP Vecchi e tante altre.
A suo parere nell’opinione pubblica modenese è ancora presente il pregiudizio secondo il quale gli anziani sono un peso per la società?
Penso che siano davvero in pochi coloro che non riconoscono la grande importanza che hanno gli anziani per la tenuta della nostra società. Credo si possa affermare senza esitazione che senza gli anziani che si occupano di figli e nipoti e quelli che prestano la loro opera da volontari presso tante associazioni no profit, si paralizzerebbero davvero numerose attività.
Al di là di questo riconoscimento – ormai condiviso – un altro discorso va fatto rispetto all’esigenza di una migliore valorizzazione di questo impegno e di una sempre più ottimale gestione di queste risorse… Penso anche alla necessità di ragionare insieme sulle reali esigenze della popolazione anziana. Mi riferisco ad esempio a un allarme sicurezza che spesso viene messo in primo piano quando si parla di anziani: la nostra esperienza dimostra che in molti casi chi ha già una certa età e vive solo, nutre una preoccupazione minima rispetto a temi come la sicurezza o la delinquenza, mentre si sente più sicuro e tranquillo sapendo che esistono associazioni di volontariato come Auser e tante altre a cui ci si può rivolgere in caso di bisogno, nella gestione del proprio quotidiano.(Nadia Luppi)
Per informazioni:
Auser Modena
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